Quali dazi applica oggi gli USA sulle merci svizzere e come impattano gli esportatori?

A partire da aprile 2025, gli Stati Uniti applicano dazi addizionali sulle importazioni da numerosi paesi, Svizzera inclusa, nel quadro della politica commerciale avviata dall'amministrazione Trump. In particolare: 1) Acciaio e alluminio: dazio supplementare del 25% su tutti i prodotti siderurgici e in alluminio importati negli USA, senza eccezioni per la Svizzera (in vigore dal marzo 2025). 2) Dazio universale del 10% (baseline tariff): applicato dal 5 aprile 2025 a tutte le importazioni USA da qualsiasi paese, come misura generalizzata a tutela dell'industria americana. 3) Dazi reciproci specifici per la Svizzera: dal 9 aprile 2025, aliquota del 31% sui prodotti svizzeri, calcolata sulla base del surplus commerciale bilaterale e delle barriere non tariffarie identificate dal USTR. Questo si somma al dazio base del 10%. Per gli esportatori svizzeri le conseguenze pratiche sono significative: un macchinario industriale del valore di CHF 100'000 esportato negli USA è oggi soggetto a dazi doganali USA fino a CHF 41'000 (10% base + 31% reciproco), rispetto ai dazi convenzionali precedenti (tipicamente tra lo 0% e il 5% per i prodotti industriali). Le categorie più colpite sono: orologi e componenti orologieri (settore chiave dell'export svizzero verso gli USA), macchinari di precisione e strumenti scientifici, prodotti farmaceutici (seppur con alcune eccezioni), prodotti alimentari (cioccolato, formaggi). Cosa può fare un esportatore svizzero: verificare la classificazione tariffaria HS dei propri prodotti nel sistema HTS americano per conoscere l'aliquota esatta; valutare se esistono esclusioni settoriali o esenzioni temporanee (il governo USA pubblica periodicamente liste di esclusione); considerare la ristrutturazione della catena di fornitura (ad esempio, assemblaggio finale in un paese con accordo di libero scambio con gli USA); documentare accuratamente l'origine delle merci, poiché il dazio reciproco si applica in base al paese di origine, non di spedizione; contattare uno spedizioniere specializzato come Franzosini per analizzare l'impatto su ciascuna linea di prodotto e ottimizzare la strategia logistica e doganale.

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